Alchimia

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Alchimia definizione, simboli alchemici, alchimisti, alchimia spirituale.

L’alchimia è una scienza di pochi folli che cercavano di trasformare metallo in oro?

No di certo, l’alchimia è una materia complessa, che da origine superato il Medioevo alla chimica, anche se nasceva con scopi differenti.

L’alchimia e il suo significato risiedono in un sistema che affonda le sue radici in diversi argomenti tra cui, la chimica, la fisica, l’astrologia, la metallurgia e la medicina. Rientra nelle discipline esoteriche ovviamente ed è stata nel corso dei secoli enfatizzata come materia che unisce tutte queste branchie anche dall’iconografia e dall’arte.

Prima che la scienza si affermasse come unica ed imprescindibile realtà basata su fatti oggettivi dimostrabili, l’alchimia la anticipava, basti pensare al fatto che i simboli alchemici erano basati il più delle volte su dei metalli e che l’alchimista era uno studioso talmente impegnato che spesso frequentava solamente altrettanti alchimisti. L’alchimia spirituale aveva anche una stretta correlazione con la natura e con la modificazione della stessa alla cui punta ove ci fosse stata una piramide, l’uomo era il mezzo per modificarla e adattarla alle sue esigenze. L’idea di trasformazione dei metalli è inscritta proprio in questo concetto, ma quello della trasformazione dei metalli è solo uno degli aspetti. Per approfondire vai QUI.

L’alchimia di fatto cercava la panacea contro tutti i mali e per trovarla conduceva attraverso la figura dell’alchimista, un indagine approfondita su tutte le materie conosciute e studiabili, la cura contro ogni male e il superamento dell’arco temporale della vita ordinaria per conquistare l’immortalità del corpo erano gli obiettivi finali dell’alchimia. Quindi i due aspetti salienti erano quelli legato alla trasmutazione e quello legato al superamento delle malattie e ai limiti della vita, questo però lo sosteniamo noi perché nella storia l’obiettivo degli alchimisti non è stato mai confermato o smentito dagli stessi e neanche espresso.

Per questo è a tutt’oggi considerata – a ragione – la scienza esoterica più oscura e complessa che ci deriva dall’antichità. Si studia infatti la chimica a scuola, la biologia e altre materie scientifiche ma siccome l’alchimia è considerata materia esoterica reperire formule, prove e/o tentativi realizzati nella storia è davvero complesso figurarsi se a scuola si può riuscire a studiare se anche solo reperire delle informazioni generali è complesso.

Alchimia, significato del Vitriol

Per spiegare il significato di alchimia dobbiamo parlare anche del famoso Vitriol o meglio V.I.T.R.I.O.L acronimo reso noto dai Rosacroce. Cosa significa VITRIOL dunque? Il motto dei Rosacroce espresso in latino era “Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem” , che tradotto ha come significato  «Visita l’interno della terra, operando con rettitudine troverai la pietra nascosta». La frase poteva proseguire con le parole “Veram Medicinam”  e in questo caso l’acronimo diventava VITRIOLUM, per vera medicina viene intesa la famosa pietra di cui parleremo qui sotto, la pietra della conoscenza.  Il significato del vitriol è molto interessante dal punto di vista filosofico e spirituale, parla della necessità di scavare a fondo nelle viscere della terra che metaforicamente è l’animo umano, per conseguirne una trasmutazione.

Simboli Alchemici simboli alchemici

Zolfo Sale…i simboli alchemici cosa sono? Sono segni determinanti per comprendere quale mentalità doveva possedere l’alchimista, ovvero colui che si avvicinava alla materia alchemica trovando numerose difficoltà. Gli alchimisti infatti dovevano nascondere ad occhi non espertissimi i loro esperimenti, e in parte anche alla Chiesa Romana, poichè non erano amati nei periodi inquisitori, e quindi svilupparono dei simboli alchemici atti a far comprendere solo a chi se ne intendesse l’esperimento in corso.

Vengono definiti tali quei simboli che – sul piano filosofico – rappresentano il sé primitivo e semplificato sia sul livello interiore delle persone sia parlando di metalli. Questi simboli sottolineavano un concetto. Alla nascita e quindi nell’aspetto primitivo un qualcosa che si trasforma – tramite appunto il processo alchemico – diviene incorruttibile e di fatto superiore rispetto a tutto il resto. Si comprende che il piano simbolico è quindi strettamente legato al processo stesso e questa è certamente una materia affascinante e ricca di mistero come abbiamo poc’anzi sottolineato.

Entrando specificatamente in uno dei simboli per fare un esempio di tale teoria che costituisce il centro dell’alchimia prendiamo l‘antimonio, la sua raffigurazione è un cerchio al centro di un tridente i cui due lati tendono verso l’esterno, questo rappresenta l’istinto animale che esiste nell’essere umano in quanto specie animale anch’esso e simboleggia l’assenza di un controllo che spesso induce malattie e malesseri nell’individuo.
Si comprende che questo mondo è piano di significati nascosti ed estremamente affascinanti da studiare, probabilmente fu anche una materia che tentò – parlando in estrema sintesi – di coniugare l’aspetto materialistico della vita con quello filologico e spirituale, un obiettivo davvero immenso e tutt’ora irrisolto.

Quali e quanti sono i simboli alchemici?

Nomineremo solo alcuni dei principali simboli alchemici.

Antimonio simbolo alchemico: Un metalloide, l’antimonio, assomiglia al metallo nel suo aspetto e le proprietà fisiche, ma non reagisce chimicamente come un metallo. Questo simbolo alchemico corrisponde alla tendenza animali che si trovano negli uomini, la natura istintiva quindi.

Arsenico simbolo alchemico: L’arsenico è un elemento chimico, si trova in tre gradazioni : giallo, nero e grigio. L’arsenico viene utilizzato chiaramente come veleno, ma anche a livello esoterico per produrre la trance mistica se abbinato ad altri elementi.

Abbiamo poi i seguenti simboli alchemici esoterici : ferro, zinco, rame, oro, piombo, magnesio, fosforo, platino, argento, zolfo. Vale la pena approfondire come simbolo alchemico lo Zolfo poichè è un simbolo importante per gli alchimisti. Lo zolfo si trova infatti a rappresentare il Sole, e per gli alchimisti si doveva legare bene con il Mercurio, da qui infatti le nozze alchemiche di Sole e Luna, che avrebbero attraverso la mescolanza Zolfo e Mercurio creare un elemento che andasse a ricostruire la materia corrotta. Questo è l’oro degli alchemici, per intenderci. Con Paracelso gli elementi fondamentali diventano tre poichè aggiunge il sale tra i simboli alchemici, che andava a completare la riunificazione.

Alchimia e pietra filosofale

Il concetto di pietra filosofale sarà noto a molti come la sorgente dell’eterna giovinezza o ancora la formula per trasformare il piombo in oro, ma non è prettamente questo, come molto spesso accade dietro a concetti semplici e materiali esistono concetti spirituali estremamente profondi.  Partiamo dal domandarci che cos’è la pietra filosofale?

Gli alchimisti con l’  athanor, il loro forno, e tutti  altri strumenti caratteristici andavano cercando (con una certa sicurezza teorica) la nascita di un nuovo elemento attraverso la fusione di elementi conosciuti in natura. L’alchimista è un ricercatore, principalmente, e il metodo empirico e scientifico è adattato a ricerche che oggi possiamo ritenere anche non troppo “strane” ed eretiche, ma all’epoca lo erano di certo. Moltissime sostanze esistono proprio da mescolanze di altri elementi, nulla di particolare oggi, ma nell’epoca medioevale chiaramente l’alchimia prendeva una piega magica e misteriosa.

La pietra filosofale dovrebbe essere una di queste scoperte, una nuova sostanza nata dalla mescolanza degli elementi, anche se ad oggi nessuno può dire con certezza cosa sia.  Questa pietra filosofale doveva avere doti incommensurabili, donare ricchezza trasformando il metallo in oro, donare l’immortalità (in tempi in cui si moriva di raffreddore) ma ancor di più, segreto dei segreti, donare la CONOSCENZA totale e incontrastata di qualsiasi materia.

Il sapere e la conoscenza non hanno influenzato le masse circa la leggenda della famosa pietra filosofale, ma i cultori, gli alchimisti, gli appassionati del genere, avevano in mente il simbolo della ricchezza  (monetaria, con l’oro, e fisica con l’assenza della malattia) proprio il sapere. La Pietra Filosofale è il sapere, quel sapere che arriva dopo la ricerca.

Di questa pietra si narrano numerose leggende, Ficino sosteneva ad esempio che la pietra fosse formata da mercurio filosofico e da oro, altri sostenevano che era solo un simbolo spirituale, come crediamo oggi.

Alcuni dicono che l’origine della pietra filosofale sia da attribuire a Jabir Ibn Hayyan, personaggio illustre per l’alchimia, nato in Persia e adoperatosi nello studio di moltissimi elementi, classificandone decine che tutt’oggi conosciamo. Jabir considerava il mercurio e lo zolfo come metalli primari per ottenere l’oro, ed il legante era proprio l’elisir, ovvero la pietra filosofale.

  Personaggi famosi dell’Alchimia.

In tanti compaiono nelle leggende, pensate che è stata attribuita anche a Casanova, a Federico Gualdi, e infine a Cagliostro che disse di possederla. La letteratura alchemica è numerosa, di alchimisti famosi i cui studi arrivano sino ai giorni nostri ce ne sono moltissimi, come ad esempio Pico della Mirandola, Raimondo di Sangro ( la cui opera dei corpi ricostruiti dal sistema arterioso è ancora visibile nella cappella sita a Napoli di cui consigliamo la visita), persino Giacomo Casanova e Cagliostro, solo per citarne alcuni.

Ciascuna delle loro esperienze di vita paiono esperienze di piena ricerca, a volte oltre l’inimmaginabile, non v’è dubbio che si discuta circa personaggi illuminati dalla conoscenza. Altra cosa è L’Alchimista, romanzo meraviglioso del grande Paolo Coehlo, che ha molto poco della vera e reale Alchimia sebbene il liet motive del romanzo sia un percorso, un viaggio tra sogno e realtà ricco di allegorie.

L’alchimia e l’amore

Quante volte capita di sentir dire di una coppia “tra loro c’è alchimia” quasi se alchimia fosse un sinonimo di magia. L’alchimia è una commistione perfetta, e l’amore lo è parimenti, senza alchimia la coppia si sgretola poichè manca l’elisir collante.

E’ un modo di dire ma contiene una serie di riflessioni che si potrebbero fare. Quando alchimia diventa un sinonimo di chimica, ecco che l’amore diventa la chimica delle emozioni, nulla di meglio per definirlo in tutta la sua complessità. Tra due persone se c’è chimica, c’è un’attrazione naturale, quasi istintiva, e la sublimazione dell’amore per come è inteso è proprio il percorso alchemico di ricerca e conoscenza di se, attraverso l’altro. L’amore e l’alchimia… che misteri..

 

 

 

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